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busy summer

Busy summer

Se ancora scrivessero su agende cartacee i nostri ragazzi oggi avrebbero già fatto affondare di lamentele l’ufficio relazioni con pubblico della Filofax: “Agende troppo piccole”, “Pagine poco spaziose”, “Righe troppo larghe, non ci sta tutto”. E tutte queste sarebbero arrivate proprio a ridosso dell’estate. Sì, perché, noi erroneamente pensiamo che le agende dei nostri ragazzi siano ipertrofiche durante l’anno scolastico. Il corso di inglese, le ripetizioni di matematica, l’allenamento, la partita, le riunione scout, le lezioni di violino, il tutorial di informatica sbiadiscono di fronte alle sgargianti e intense giornate di fine scuola.

In prima posizione troviamo le settimane di “Estate Ragazzi” nel ruolo di animatori: lunghe caldissime e polverose giornate passate a correre dietro ai palloni, o meglio dietro ai bambini, concedendosi così di tornare ancora un po’ piccoli e tutto sommato spensierati. Piscina, balletti e l’immancabile campo estivo rappresentano i momenti apicali, tanto più gloriosi, quanto più progettati e preparati in estenuanti riunioni di backstage serali e notturne.

E poi tornei estivi di pallavolo, con tanto di campeggio e cibo portato da casa e da conservare alla bell’e meglio per “non gravare” economicamente sulle famiglie. In compenso, i genitori devono prendersi una settimana di ferie per trasportare l’attrezzatura di un vero e proprio campo base per “rifugiati sportivi” e per assisterne la logistica mentre gli atleti si allenano, tifano o giocano senza risparmiarsi un attimo, ad esempio, per scaricare una macchina…

La fine della scuola non corrisponde solo all’apertura di attività inedite e totalizzanti. La fine della scuola corona il metodico studio di diverse discipline: l’agenda si gonfia di date tra saggi di pianoforte, concerti estivi, masterclass, concorsi internazionali in località amene, lezioni aperte di danza, stage con maestri dal nome impronunciabile. Tutto imperdibile, tutto nelle prime settimane dell’estate. Qualcuno già dubitava che il 15 giugno 2021, data del decreto riaperture per la ripresa dei banchetti nuziali, fosse più legata alla lobby dei ristoratori che al decrescente indice di contagio Rt. Pochi però hanno associato il solstizio d’estate anticipato, alla portata delle potentissime azioni di advocacy di nonni, parenti e genitori disposti a tutto pur di poter assistere alle piece del loro “ragazzo prodigio”, non sempre sul palco della Scala…

E per i più affezionati alla scuola, quest’anno c’è la possibilità di sbizzarrirsi tra i corsi di recupero, non proprio una novità per i forzati amanti del genere e il nuovo lascito estivo del Corona Virus anno scolastico 2020-21: la scuola estiva! Chi aderisce non si risparmia e propone laboratori ludico, creativi e culturali di tutti i tipi, che spaziano dalle visite guidate ai musei cittadini organizzati dall’esuberante professoressa di arte, agli stage di teatro antico sotto la regia del dipartimento di lingue classiche, alle attività di team building e di public speaking a supporto di buon clima di classe e della comunicazione efficace con professori, direttamente organizzati dai collaboratori del preside.

Ovviamente estate è poi tutto quello che riguarda la frequentazione, quest’anno tanto osteggiata, degli amici: ogni sera è buona per trovarsi al parco, in centro, in piazza per un kebab o semplicemente per vedersi. E i più social azzardano anche giornate o weekend al mare, dove il bilocale tinello, camera e veranda dei nonni di conoscenti diventati amici si rivelano improvvisamente suit per ospitare l’equivalente dei giocatori di un match al paddle o di una squadrata di calcetto, con tanto di panchina. Le ore di sonno non si contano, le occhiaie si allungano, gli sbadigli si ripetono. Ma estate non vorrebbe dire riposo?

Serena Zucchi

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