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Erika

Se avvistate una mamma tornado per le colline del Piemonte quella è Erika. Non potete sbagliare nel riconoscerla, chiacchierando con lei si ha la netta sensazione di movimento. Durante la colazione-intervista ho creduto di aver effettuato un viaggio pur stando ferma davanti ad un cappuccino con brioche.
Mamma di Sara e Martina, conosciuta come Mammaoca si definisce lei stessa spostatrice di ragazze, fondatrice delle MIT (mamme in transito), chattatrice seriale e gran dispensatrice di “dajeee”.
Nella vita oltre a quanto sopra è felicemente sposata, lavora come art director, insegna allo IED e racconta frammenti di vita familiare e follia quotidiana nel suo imperdibile blog controsensoblog.wordpress.com
Immergendoci nei racconti della vita di mamma scopriamo che le sue figlie hanno ereditato  una certa sovrabbondanza di dinamismo anche se espresso con modalità alquanto differenti. Sarebbe stato troppo facile fare copia e incolla no?
Allacciate le cinture e buon viaggio-lettura con Erika e AZZ!

In quale momento hai compreso che l’infanzia era finita?

Ci sono stati due momenti fondamentali, nella mia vita che mi hanno fatto capire che avevo dato l’addio alla loro infanzia
Il primo è quando mia figlia Martina una sera mi ha guardato e mi ha detto: «Vai a letto mamma che sei distrutta». Per la prima volta il suo sguardo si era spostato da se stessa su di me.
Il secondo invece riguarda l’altra figlia, Sara. Esattamente nel momento in cui dal vivere adesa a me – tipo cozza allo scoglio – è passata a non volere più il contatto fisico. 

Descrivi ciascuna delle tue figlie in una frase:

La mia ragazza è magica. Martina ha avuto da sempre una personalità extraterrestre: diversa e idealista, è praticamente un incrocio tra Martin Luther King, Monty Roberts (l’uomo che sussurrava ai cavalli) e Madre Teresa. Non è stato facile spiegarle e farle capire che la sua non era stravaganza ma magia.

Fiamme negli occhi.  Sara ha uno sguardo perforante come Goldrake. Appena nata il neonatologo che l’ha accolta nel mondo mi ha detto che gli faceva decisamente paura perché lo stava scrutando ferocemente.

Qual è la cosa che fanno regolarmente e ti fa più arrabbiare?

Sono disordinatissime e camera loro sembra sempre il day after di un tornado. 

Qual è la cosa che ti fa più piacere?

La loro indipendenza e la capacità di stare sulle loro gambe. 

Quando ti capita di vedere in loro gli stessi atteggiamenti di quando erano piccole? 

Martina: quando ha fame o sonno è intrattabile, esattamente come quando era piccola. Spegne il cervello e diventa solo istinto.

Sara: l’estrema determinazione che ha quando intraprende qualsiasi cosa di cui sia convinta. Il suo motto: FAZZU IO è rimasto invariato negli anni.

Le grandi liti sono dovute a…

Martina: quando perde totalmente la bussola e dobbiamo andare a riprenderla nell’empireo aureo.

Per quanto riguarda Sara, invece: la sua determinazione la porta a irrigidirsi totalmente sulle sue posizioni e a non accettare consigli che forse a 15 anni ancora sarebbero da ascoltare.

Il modo migliore per rappacificarsi è… 

Martina: cucinarle il suo piatto preferito: davanti agli spaghetti si scioglie.

Sara: dopo aver discusso con lei fino alla morte (unico modo per farsi vagamente ascoltare), devi lasciarla stare: lei ha bisogno di ragionarci su un po’ e io… di passare tutta la notte con occhi sbarrati e cuore a pezzettini.

Da piccole dicevano sempre:

Nannnniiiiiii Martina cavalcava qualsiasi cosa le arrivasse a tiro, galoppava fortissimo urlando questo grido di battaglia.
Soprattutto all’inizio si ribaltava in ogni d’onde, ma alla fine si rialzava sempre, mettevamo un cerotto o il ghiaccio e riniziava… Martina è sempre stata così: da quando ha messo il sedere su una sella vera, non si è mai più arresa e si è sempre rialzata dopo ogni caduta (anche fuor di metafora). 

Vuoi botte? Questo era il simpatico motto di Sara quando qualcuno si avvicinava a lei attratto dalla bella bambolina con gli occhi enormi e cerbiattosi.

Ora dicono sempre: 

Martina: Poverrrinnaa  La poverina in questione è Angel, la sua cavalla, una saura bellissima di 10 anni. Non è poverRRIna per nulla perché Martina la tratta come una regina e la subissa di attenzioni e cure ma ormai quando si parla di lei (praticamente a scadenze fisse di 20 minuti) lei è poverrinnnaaaa.

Sara: OmmiiioooDDIooooo  Quando noi genitori vetusti non capiamo le logiche bizzarre di una quindicenne nel pieno di un’adolescenza feroce, il suo disappunto viene manifestato con questo simpatico intercalare che denota tutto il suo fastidio.

Appena transitate nell’età adulta ti aspetti che diranno…?

Martina: mi aspetto che succeda quello che sta già succedendo. Martina ha iniziato a “vedermi” come persona e a preoccuparsi per me. Un momento incredibile.

Sara: mamma ho vinto una borsa di studio, un concorso, ecc… e vado via. Il suo sogno è andare a studiare all’estero, via di qua. 

Cosa ti auguri per loro? Che sogni speri possano realizzare?

Martina: per lei mi auguro che tutto quello per cui sta studiando all’università e si sta impegnando (cavallo, scout, volontariato, ecc…) possa andare al meglio. Che Poverina le stia al fianco e che possano realizzare gli obiettivi per cui stanno lavorando sodo.

Sara: a lei auguro di volare lontano che è il suo sogno.
Sta studiando tanto per poterlo ottenere e allora che il suo volo inizi presto e la porti via in alto.

Qual è il miglior consiglio che ti è stato dato a proposito dei figli adolescenti?

Ulli ulli chi li fa se li trastulli…. Me lo diceva sempre mia madre e conteneva una verità profonda. Il vivere quotidianamente con loro, vedere le loro difficoltà, festeggiare le loro vittorie, sostenere le loro sconfitte… essere presente nella loro vita è una scelta che ho fatto e che rifarei anche domani.

Scrivi una domanda a cui ti piacerebbe rispondere… e poi rispondi 🙂

Le tue ragazze ti assomigliano? 

Grazie al cielo NO, da subito abbiamo lavorato perché avessero la loro identità, la loro personalità, le loro passioni e il loro carattere che è diverso dal mio, da quello di mio marito e quello della sorella. La loro unicità è il loro dono più prezioso.

Grazie per aver navigato con noi, ma prima di scendere lancia un salvagente:

Sono una indefessa sognatrice, sostenitrice di tutte le buone cause e dispensatrice di daje compulsiva quindi cosa posso dire se non: dajeeeeee a tutti voi…. dajeee veramente tanto.

Grazie Erika per essere stata con noi!

E se volete continuare a seguire le avventure di Erika e la sua tribù, la trovate anche su Instagram @mammaoca_ventiventi 🙂

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