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Diamo i numeri?

Di adolescenti, tecnologia e statistica

Il Corona-virus ci ha portato inattesi e indesiderati numeri: numero di contagi, di guariti e di decessi; numero dei disoccupati, divisi per genere e per età, numeri di cessate attività, percentuali di PIL in perdita e percentuali di ristori distribuiti… tra questi, fra i più nascosti, il numero di ore di utilizzo di tecnologie in rete da parte degli adolescenti.
Serrati in casa, confinati nelle loro stanze, che cosa avrebbero potuto fare se non raddoppiare il tempo giornaliero medio in rete? 
La didattica a distanza porta un balzo in avanti di 5-6 ore al giorno, ma la differenza è data dal tempo successivo prestato a social network, tik tok, serie TV, musica on demand, tutorial di ogni genere e grado, giochi online…

Quanto tempo dedicato alla tecnologia?

Avere 15 anni oggi, o averli avuti l’anno scorso prima del lockdown o venti anni fa, cambia parecchio in termini di usura di polpastrelli.
Se riuscissimo ad appropriarci oggi del cellulare dei nostri figli – gesto tanto impopolare quanto legittimo e dovuto – e guardassimo le statistiche settimanali, non saremo pochi a sorprenderci del tempo medio di utilizzo dei nostri pargoli cresciuti: la luce del sole invernale impallidisce al confronto; le ore che un adulto di mezza età dedica al sonno, ne sono sì e no la metà; forse potrebbero corrispondere al tempo che passiamo con il marito, la moglie o l’amante in una settimana.

Se avessimo controllato la colonnina del tempo di utilizzo l’anno scorso, certo non saremmo stati contenti, ma ci saremmo spiegati quei dati con delle proporzioni. Ci saremmo detti: un terzo della giornata lo passa a scuola e ad allenamento, un buon terzo lo passa dormendo, vuoi non concedergli un terzo della giornata per qualche distrazione nei modi che i ragazzini utilizzano oggi?

Nulla a che vedere con i tempi di chi quindicenne è stato venti anni fa, dove, per quanto pervasivo già fosse lo schermo, ancora lo si riusciva a contingentare a qualche ora al giorno, vuoi perché la rete non era così diffusa, vuoi perché non era così economica, vuoi perché ancora si distingueva la differenza tra gli amici reali con quelli virtuali.

Trovare il giusto equilibrio

Oggi non più: abbiamo detto loro che non ci si poteva vedere e, i ragazzi in pandemia più ligi che mai, chi l’avrebbe mai detto, hanno trovato il modo di adattarsi a questa condizione, va da sé in che modo.

Un recente studio del febbraio 2021* ci avverte però: attenzione a non superare la soglia. Non si tratta della soglia di casa, quella gliel’abbiamo interdetta in più modi: la scuola, lo sport, i luoghi di incontro. La soglia in questione è uguale o superiore a 16: gli adolescenti non superino la soglia delle 16 ore al giorno di utilizzo di tecnologie, perché perderebbero la consapevolezza di diventarne dipendenti. Tanto? Poco? Possibile? Questo è, e se “i numeri” non sono un’opinione, almeno ci aiutino a “non dare noi i numeri”.

Serena Zucchi

* Potas, N., Açıkalın, Ş. N., Erçetin, Ş. Ş., Koçtürk, N., Neyişci, N., Çevik, M. S., & Görgülü, D. (2021). Technology addiction of adolescents in the COVID-19 era: Mediating effect of attitude on awareness and behavior. Current Psychology, 1-17.

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