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Teens & Tecno(logia)

Avete visto l’immagine qui sopra?
Siete riusciti a decifrarla? 

La prima volta che l’ho vista io non ci sono riuscita, ed a dir la verità, pur avendola vista e rivista, ancora fatico.

L’abbiamo presa in prestito dal nostro geniale amico Giovanni: “Ieri ho visto un ragazzo scrivere con due dita senza leggere. Vediamo cosa scrivo io senza leggere”.
Ecco svelato l’arcano.
L’esperimento è perfettamente riuscito, non tanto per l’abilità dell’uso dello smartphone da parte del nostro amico (!) 🙂 , quanto per il punto di questo articolo.
Di fronte al risultato Giovanni ha rilasciato la seguente dichiarazione: “L’esperimento conferma che anche se ci provo sono vecchio”.
No, comunque non è della vecchiaia che voglio parlare questa volta.

Continuiamo

Ripensate a quando frequentavate la scuola media. Come vi vestivate? Fermatevi un attimo, e fatevi tornare in mente i vostri pantaloni preferiti, la camicia che vi stava meglio e nella quale vi sentivate più a vostro agio, qualche accessorio… la cintura? la sciarpa?

Ed i vostri genitori come si vestivano? La gonna al ginocchio in gabardine color cammello e i collant tinta carne di vostra mamma, i maglioni di vostro papà… sinceramente, li avreste mai indossati?

Oppure provate ad immaginarvi il contrario: vostra mamma con gli scaldamuscoli, o vostro papà col piumino arancione simil Moncler…

Lo so, lo so, sembra che salti di palo in frasca, ma vengo al dunque. O per lo meno cerco di avvicinarmici.

Storicamente la distanza generazionale è andata aumentando. In passato le differenze tra la generazione dei genitori e quella dei figli erano minime. Poi col passare del tempo il processo si è velocizzato. (Non vogliatemene sociologi e psicologi di professione per questa estrema semplificazione che mi sono presa il lusso di esprimere qui.)

Fino a che siamo arrivati a noi. Boom! Genitori di figli della generazione Z

(Altra parentesi, scusate, Z appunto come le zeta di AZZ, che non è solo un’imprecazione il nostro logo, chiusa parentesi) 🙂

Generazione X e Z

Generazione X (cioè i genitori nati tra il ’65 e il ’79) e Z si vestono pressoché allo stesso modo, no!? Stessi jeans, stesse scarpe, stesse giacche, stesse t-shirt (forse noi mamme qualche centimetro in più di lunghezza a coprire gentilmente il punto vita). Guardiamo gli stessi film. Leggiamo gli stessi libri.
Spesso veniamo addirittura chiamati “adultescenti” quasi non ci fosse più una linea di demarcazione tra l’adolescenza e l’”adultità”. Potrebbe quasi sembrare che ci sia una sovrapposizione tra le due generazioni, uno scolorimento della linea che le dovrebbe dividere.

Ed invece ci è piovuto addosso un macigno, un meteorite gigante, non proprio come quello famoso dei dinosauri ma quasi: la TECNOLOGIA.
Mai nella storia si era verificato un evento epocale come questo, che abbia diviso due generazioni con un taglio netto che più netto non si può.

Lo so che sembra che mi stia contraddicendo. Ho appena affermato che io e le mie figlie ci vestiamo uguali come Mimì e Cocò e poi dico che apparteniamo a due mondi opposti. Sembro la campionessa mondiale di ribaltamento di frittata.

Ed invece è proprio questa l’enorme sfida che la nostra generazione di genitori di figli Z deve affrontare: un salto generazionale senza precedenti. Così vicini e cosi lontani. Così uguali e così diversi.

La generazione Z è stata la prima nata con la tecnologia in mano fin dalla culla. Smartphone e tablet come se piovesse. Il tempo di attesa per qualunque risposta a cui loro sono abituati, equivale al tempo di ricarica di una pagina web. Connessi sempre, con noi e con gli amici.
Non hanno memoria di come fosse prima della tecnologia ovviamente, per loro è la norma. Non ci si sono dovuti adattare, come noi, perché non ne conoscono l’assenza.

E noi genitori?

Soccombiamo al meteorite? Abbiamo fatto la fine dei dinosauri?
Giammai! Abbiamo fatto come gli scarafaggi!!!! Ci adattiamo a tutto….

Tappa indelebile nella mia carriera genitoriale è stata la lapidaria conversazione avuta con i miei figli dopo qualche giorno che avevo ricevuto in regalo il mio primo smartphone. La differenza fondamentale fra giovani e vecchi è il dito che si usa per scrivere sul telefono: “I vecchi con l’indice e i giovani col pollice.”
Perché usare eufemismi o giri di parole, insomma, facciamola semplice, pare che  pensino i teens.
Ricordo che rimasi col mio povero indice destro fermo a mezz’aria, che mi chiedeva “…come ci togliamo da questa situazione imbarazzante?”
E fu così che obbligatoriamente da quel momento dovetti chiamare in servizio il caro pollice.
“Mamma, meglio ancora con due pollici contemporaneamente, vai più veloce”
“E bastaaaa!!!”
Di nascosto ci ho provato ma non ci sono mai riuscita, e da allora me la cavo così, con un compromesso.

La tecnologia

Insomma questa tecnologia ha aperto la porta a tutta una serie di nuove problematiche che siamo i primi genitori a dover affrontare (che fortuna!): videogiochi, si, no, quali, quando, telefono, a che età, quali social, parent control… fino ad arrivare alla DAD, l’ultima mazzata.

E così, noi qui di AZZ!, abbiamo pensato: perché non parlarne….!?

Dunque vi aspettiamo nelle prossime settimane con articoli, interviste, esperti e sopratutto con i vostri commenti!!!

Baci

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