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1. Stella cometa

Comincia oggi una breve raccolta di “stelle”, per la precisione sono quattro, come le candele dell’Avvento. Un piccolo cammino fatto di brevi storie, percorsi, crescite di adolescenti che sono diventati adulti “brillanti”. Sono le Stelle a Natale della nostra Serena Zucchi:

“Inauguro con piacere il “ConcorsAZZo” natalizio di AZZ Adolescenti: i figli, i ragazzi sono le stelle più luminose che illuminano il nostro Natale. Tutto sta nel saperne cogliere i bagliori.”

Ambrogio è un ragazzo di 22 anni, ma il suo cuore ne dimostra il doppio. Gliel’ha detto il cardiologo: lo stress ha reso il suo battito lento e indolente come quello di un attempato di mezza età. La vita è costellata di apparentemente piccole fatiche, ma troppe gocce, si sa, fanno traboccare il vaso. Alla scuola materna l’attitudine un po’ timida e ritirata, l’aveva reso schivo e isolato: preferiva la compagnia degli insetti del cortile a quella dei compagni maldestri e schiamazzanti. A otto anni la mamma l’aveva portato via con sé. Doveva essere una “vacanza da papà”, ma, differentemente da una vacanza vera, non erano più tornati. Papà è diventato nel tempo un’ombra scura e sfocata. Sarà stato per quello che con le figure maschili – professori, zii e ora con il suo capo officina – aveva sempre fatto fatica a dire la cosa giusta. Con loro, preferiva stare in silenzio anche di fronte ai rimbrotti accompagnati da sospiri insofferenti e occhiate torve: “Non capisci niente”, “quante volte te lo devo dire”, “come ti ho già detto”. Nella sua testa un pensiero altrettanto insistente “non ce la faccio”, “non valgo”, “non posso gestirlo” gli comprimeva la mente. Ma il Natale è anche questo: Ambrogio si è fatto il regalo intraprendendo un percorso alla ricerca la sua stella interiore: con il tempo, il pensiero negativo “posso gestirlo (intendendo il capo officina”) si è trasformato nel più calzante “posso gestirmi”. “Posso gestirmi” è ora la stella cometa che lo guida nelle conversazioni e nelle relazioni, e non solo con gli esemplari alfa del branco! Non ha più pensato di cambiare lavoro e non ha più avuto bisogno del cardiologo. Rimango abbagliata e mi chiedo se noi adulti di mezza età quando litighiamo con il capo, con la moglie o con l’amministratore di condominio saremmo capaci di dirci “io posso gestirmi”?

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