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Luisa

Luisa è una mamma vulcano, un moto perpetuo che produce energia per tutti quelli he le stanno attorno. Nella sua orbita familiare gravitano un marito paziente, un pastore tedesco esuberante e tre figlie adolescenti che cerca di contenere e stimolare al contempo.
Appassionata da sempre di teatro padroneggia in maniera naturale varie tecniche per intrattenere anche i suoi alunni insegnando inglese in maniera interattiva e appassionata. Chi passa nelle sue classi oltre a divertirsi non la dimentica facilmente!
Tra le sue numerose passioni ci sono i viaggi. Non esiste fine settimana in cui non organizzi un’uscita dalla città e se per caso è a casa è solo perché sta progettando il prossima avventura. Era scout ancor prima di diventarlo.
È volontaria da anni in una casa per bambini in affido temporaneo e in estate insieme al marito ospita da alcuni anni per un mese un bambino/a proveniente dai paesi che hanno avuto incidenti nucleari.
Cosa può inceppare il suo meccanismo auto-ricaricante? Solo la richiesta di una figlia di andare far shopping (attività a lei sconosciuta) o la proposta delle sue teenager di vedere trasmissioni da lei definite trash!
Nonostante tutto il suo impegno le sue figlie sono assolutamente normali e le danno il giusto filo da torcere!

In quale momento hai compreso che l’infanzia era finita?

Quando le mie tre figlie, tutte e tre insieme o alternatamente, hanno incominciato ad ascoltare i nostri discorsi, lo facevano anche prima, ma senza fare dei commenti!

Descrivi le tue figlie in una frase:

Chiara è la tranquillità, Silvia è l’esuberanza, Michela è la creatività.

Qual è la cosa che fanno regolarmente e ti fa più arrabbiare?

Quando lasciano in giro di tutto e salgono in camera da letto con le scarpe sporche. Sarà che ho vissuto in Canada, dove le scarpe si lasciano fuori dall’uscio, ma questa è una buona abitudine cui non posso rinunciare.

Qual è la cosa che ti fa più piacere?

Sapere che sono a casa che mi aspettano, che sono aspettata da loro, che non sono sola, che non siamo soli. Poi appena entro in casa si scatena l’inferno, ma non importa, fa parte del gioco, loro lo sanno e sono pronte a incassare.

Quando ti capita di vedere in loro gli stessi atteggiamenti di quando erano piccole?

Chiara mi è sempre sembrata grande, perché è sempre stata matura, dunque ho ricordi sfuocati di quando era piccola. Silvia l’occhio torvo quando deve capire qualcosa o ha captato una nuova informazione e un nuovo input. Michela quando ha finito la roba nel piatto e te lo restituisce o quando le metti altra roba e allora decide che il cibo precedente non va finito…

Le grandi liti sono dovute a…

Indovinate un po’… il cellulare, per loro è una protuberanza del corpo ormai, sembra non possano farne a meno, ma poi arriva il campo scout dove per magia stanno senza per 7 lunghi giorni, allora è possibile???!!! Nulla mi fa più attorcigliare le budella di quando Chiara sta le ore su Instagram, Silvia si muove con i filmati di Tik Tok e Michela… non saprei, l’ha appena ricevuto in regalo per i suoi 12 anni, vedremo con l’inizio della scuola, tanto non c’è speranza per nessuno. Il lockdown ha accelerato la tradizione di famiglia di darlo per il 13° anno di età e comunque per me resta un mostruoso strumento di comunicazione e condivisione globale!

Il modo migliore per rappacificarsi è…

Non facciamo grandi litigate, quella che mi fa arrabbiare di più è Silvia, che poi è la più sensibile e viene da me a farsi abbracciare. Michela è isterica, quando fa i compiti si trasforma in Poltergeist dunque ho capito che devo delegare tutto nell’ambito scolastico… Chiara e Michela sono più fredde e di solito la cosa si risolve da sola.

Da piccole dicevano sempre:

Chiara e Michela non ricordo, Silvia “bon” quando voleva il latte nel biberon dopo la nanna. Ho visto dei loro filmini recentemente e come capita a tutte le mamme mi sono ultracommossa nel vedere come già da piccole erano quelle che sono oggi.

Ora dicono sempre:

Le mie figlie sono molto riservate, al contrario di me, hanno preso dal padre e credo che questa cosa sia positiva nell’arco di una vita. Sicuramente quello che dicono spesso è: “Mamma ho fame” oppure “Mamma mi dai il cellulare” oppure “Mamma andiamo a fare shopping” una cosa folle per me che odio lo shopping!

Appena transitate nell’età adulta ti aspetti che diranno…?

Spero che mi diranno che vogliono essere indipendenti e che vogliono contribuire alle loro spese personali. Mi piacerebbe molto che si dedicassero un po’ agli altri, a piccoli passi, io ho sempre cercato di trasmettergli i valori della solidarietà e dell’aiuto per chi ha più bisogno di noi. A casa nostra il motto è: “Invitare chi non è mai invitato”.

Cosa ti auguri per loro, che sogni speri possano realizzare?

Essere serene, non solo felici perché la felicità può passare, ma la serenità d’animo ti aiuta per tutta la vita. Vorrei anche che provassero tantissime esperienze, come ho fatto io, di tutti i tipi, che conoscano tanta gente diversa e che girino il mondo per aprire la loro mente.

Qual è il miglior consiglio che ti ha dato qualcuno a proposito dei figli adolescenti?

Un giorno un mamma con figli grandi mi disse: “Tu li plasmi a tua immagine, ma poi loro prendono la loro direzione”. Devo dire che per ora i valori che gli ho dato li stanno portando con sé, ma non so fino a quando.

Scrivi una domanda a cui ti piacerebbe rispondere… e poi rispondi 🙂

Che cosa senti di avere passato alle tue figlie?
L’adattamento a ogni situazione (modello SCOUT).

E per concludere:

Volevo avere 3 figli, ma non 3 femmine!

Grazie Luisa per essere stata con noi!

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