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adolescente e scatolone

Dieci cose da insegnare agli adolescenti

Giungerà l’ora di lasciare il nido! Non è una minaccia ma una speranza, un mantra che dovremmo iniziare a ripeterci quando i figli portano a casa le prime fidanzate, quando la cameretta si trasforma in un bunker puzzolente di calzini, merende ammuffite o sigaretta, quando quel sorriso a cuore e quegli occhi a margherita che abbiamo tanto amato si fanno nuvole pesanti cariche di pioggia, spesso acida.
Potrebbero avere 13-14 anni, il periodo del “mammatiadoroseilamiasalvatricetiodiooooopuoiuscitredallaMIAstanzagraziecomefareisenzaditesonolafigliapiùfortunatadelmondomavaff…nontelefonoallaziaperringraziarladiquelregalodiMMM….!” Suona familiare?
Capita, è normale! Bene iniziamo col mantra: devono lasciar il nido!

In cuor nostro lo sappiamo, a tratti lo vogliamo, a tratti lo neghiamo: una madre e un padre sani di mente sanno che la recisione anche fisica del cordone farà bene ai figli e a se stessi. Dovranno uscire di casa, trovare la loro indipendenza, aiutiamoli.
Oggi il cordone si spezza prima della nostra generazione, non è detto che facciano l’università dove sono cresciuti, sotto le nostre gonne, e questo è un bene!
Alcuni dovremo spingerli con un tocco deciso altri usciranno di corsa magari con poco preavviso. A ognuno di noi sono capitati modelli differenti, anche nella stessa famiglia. Sappiamolo!
È scritto nel destino di chi procrea: libereremo i nostri pargoli verso il mondo. Ma prima che il mondo ce li rispedisca al mittente è bene dar loro qualche dritta.
Per esser certi che possano spiccare il loro volo, che molto probabilmente sarà diverso da quello che immaginavamo, non possiamo dotarli di un paracadute, ma di un bagaglio di sopravvivenza sì.
Quello che vorranno aggiungere di altro nel bagaglio sarà libera scelta. Non necessariamente concordabile e neppure detto che ci piaccia. Ma non sono nostri! Ricordiamocelo, i figli sono in affido nel nostro stormo per un pezzo di volo.
Dunque cosa metteremo nel loro zaino?
Una decina di idee pratiche a cui ispirarsi:

1. Primo soccorso

Per evitare che inizino a chiamarci al primo mal di gola, dotiamoli di qualche basilare conoscenza su come curare una febbre moderata, un comune raffreddore, una storta o una tonsillite. Troviamo il modo per confrontarci sui mali più comuni che li affliggono, ci sono ragazzi che prima di un esame soffrono di gastrite altri di colite o emicrania. Aiutiamoli a riflettere su come reagisce il loro corpo allo stress e cosa possono fare, da soli, per “sopravvivere”.
Ciò non impedirà loro di rivolgersi ad un medico se le cose sono più serie ma li rafforzerà sapere che molti piccoli mali si possono curare in casa con le medicine o rimedi naturali.
Concretamente: mandarli ad acquistare le medicine che utilizzano con più frequenza ed organizzare un contenitore specifico per loro da tenere in camera.

2. Lavanderia

Sembra scontato ma ogni famiglia ha i propri metodi, in genere tutti concordiamo di separare i colorati dai bianchi ma ai miei figli ad esempio sembra un’azione inutile dato che hanno inventato le bustine magiche salva-colore (io li ho avvisati che non sempre funzionano, la mia coscienza è a posto ma a loro piace il rischio. Non vi dirò “Te l’avevo detto… però lasciatemelo pensare dai!”).
Concretamente: a partire dalla scuola media prossimo lasciarli esercitare sul campo. Fare la lavatrice una volta a settimana e insegnargli che il detersivo va dosato, non funziona che più se ne mette più i vestiti escono puliti. Io ci ho messo un po’ di tempo ma la progenie in mio affido è consiglio-resistente.

3. Etiquette (minima)

Sicuramente abbiamo iniziato sin da piccoli con mostrargli le buone maniere e ciò perché l’argomento è vasto e complesso. Soprattutto nel campo della comunicazione i nostri ragazzi dovrebbero sapere che non a tutto si può rispondere con un messaggio Whatsapp. Vale ancora la regola che certi argomenti sensibili si trattano face to face. Le scuse non si fanno via messaggio e tantomeno ci si lascia con due parole scritte!
Concretamente: coinvolgiamoli nelle conversazioni con adulti il più possibile. Invitiamo a cena persone che sappiano del nostro “esercizio” e ci aiutino a farli partecipare.

4. Dress code

Molti adolescenti faticano a capire l’importanza di vestirsi in maniera appropriata quando si interagisce con gli adulti. Spesso ho detto ai miei figli che nel dubbio si vestano come le persone che li invitano si aspetterebbero di vederli vestiti. Se per 365 giorni sono in t-shirt e pantaloncini da basket per un giorno possono fare lo sforzo di indossare un jeans e una polo, per non dire una camicia vagamente stirata.
Concretamente: compriamo con loro un paio di vestiti “formali”, uno invernale ed uno estivo. Una sorta di divisa accettabile ai loro occhi da indossare per qualche ora.

5. Spesa e cucina

Oltre ad essersi trascinati con noi al supermercato per anni, in genere i figli hanno visto sul campo cosa consuma una famiglia media in una settimana. Andando nel pratico per un po’ di tempo ho chiesto ai miei ragazzi di fare elenchi di cosa mancava per organizzare colazione, pranzi e cene in modo da avere sempre le provviste necessarie. Bene all’inizio è stato un disastro, avevamo tre confezioni di ketchup e soli tre hamburger pur essendo in cinque, oppure tre litri di latte e zero biscotti. Dandogli fiducia poco alla volta siamo riusciti ad avere pranzo e cena coperti.
Sulla cucina è vero che bisogna sperimentare, quindi dopo avergli insegnato a cucinare i loro sughi preferiti, le verdure e la carne in un paio di cotture diverse, bisogna chiudere gli occhi e lasciare che tirino fuori lo chef che è in loro, anche se qualche volta capiterà che sfornino “pollo al miele” o peggio “sugo di carne e pesce”.

6. Sicurezza

Il campo è vasto, molte cose le avranno imparate grazie all’imitazione ma è bene ricordare che: se abiti lontano dai tuoi genitori è meglio avere un mazzo di chiavi di riserva da un amico. Se esci la sera è meglio non prelevare dal bancomat se sei solo.
Concretamente: elencare le situazioni in cui c’è bisogno di porre particolare attenzione e discutere sui modi da adottare.

7. Comunicazione

Se i nostri ragazzi conoscono i propri sentimenti, i propri bisogni ed emozioni sarà più semplice per loro parlare e farsi comprendere. Avere un senso di conoscenza del proprio stato interiore li renderà più sicuri delle loro decisioni.
Concretamente: come al punto 3.

8. Spostamenti

Abituarli a spostarsi in maniera indipendente sin dalle medie, incentivare l’uso della bicicletta se il traffico lo consente.
Concretamente: dategli il compito di aiutarvi a raggiungere un luogo, non guidate sempre voi se hanno la patente. Mostrategli come usare cartine ed app per orientarsi.

9. Telefono

I teenagers non amano parlare al telefono ma è una competenza importante. Anche qui si tratta di puro esercizio. È importante non solo risponder alla domande ma anche saper intrattenere una piccola conversazione.
Concretamente: favorire che diventino indipendenti lasciandoli esercitare a prendere un appuntamento con il dentista, per tagliarsi i capelli, cambiare la data della lezione di tennis o altro che possono gestire da soli.

10. Emergenza

Sappiamo bene che quando c’è una situazione di panico non siamo in grado di reagire con prontezza.
Concretamente: conoscere i basilari numeri di emergenza e registrarli sul telefono e su un foglio affisso dietro la porta di casa. Se vogliamo esser previdenti sarebbe bene anche avere a portata di mano numeri come: un idraulico, un elettricista, un fabbro.

Pur con tutte queste “protezioni” capiterà che si trovino in difficoltà, che si ammalino, che rimangano chiusi dentro il bagno, che mangino polpette carbonizzate ma… sopravviveranno! E noi saremo fieri di aver fatto il nostro mestiere fino dove era possibile.
Per il resto KEEP CALM AND OHMMMMM!

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