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Estate 2020

Docce fredde,
di quelle da brivido sulla schiena. Ne abbiamo ricevute diverse in questi mesi: mascherine sì vs mascherine no. Io resto a casa vs immunità di gregge. Didattica a distanza parcellizzata, nel rispetto delle esigenze educative del bambino vs didattica a distanza sostenuta, nel rispetto delle esigenze educative del bambino… e quante altre! Tutte ineluttabilmente caduteci sulle testa. Neanche gli oracoli della Pizia al tempo degli antichi greci sarebbero riusciti a produrre tanto attonito sgomento.

E così…

…ho pensato di rovesciare i termini del discorso (come da titolo della rubrica, per altro) e per una volta ho voluto immaginare un processo al contrario. Questa volta l’acqua ci rinfresca dal basso, limpide gocce di rugiada dal verde prato mattutino dei nostri adolescenti: ho chiesto loro come si immaginano l’estate in arrivo. In meno di 48 ore ho ricevuto più di cento risposte di ragazzi tra i 13 e i 24 anni. Nessun prodigio, le nuove tecnologie sono stupefacenti in questo. “Tra poche settimane inizia una nuova fase: le vacanze estive. Compatibilmente alle accortezze che dovremmo ancora tenere, come te le immagini?”.

Ecco alcune delle meravigliose sensate verità che sono stati capaci di distillare.

Il più grande desiderio di tre quarti dei ragazzi è semplicemente stare con gli amici. È uno stare incondizionato, non importa dove. Destinazioni turistiche locali, estere, viaggi studio… non competono affatto rispetto al chiarissimo bisogno di relazioni reali. Mettono già in conto che talvolta possano comportare qualche fatica o incidente di percorso, ma nulla vale quanto i sapori e gli odori degli amici in carne e ossa.

È proprio per questo che quasi la metà di loro “se fossero Conte” proporrebbe incentivi per rendere a norma luoghi per l’aggregazione spontanea dei giovani (parchi, piazze, trasporti). Questa volta scomodiamo La Palice a corollario di quanto descritto. Come potrebbero vedersi con gli amici se non attrezzassimo le nostre città? È così ovvio, che quasi quasi ci sta sfuggendo. Addirittura, c’è già qualcuno che sta gridando allo scandalo, prevedendo un ritorno di casi di anziani tra qualche settimana, perchè i giovani si saranno mossi troppo e in modo sconsiderato.

Se fossi Conte?

Chi la pensa così, evidentemente non tiene “conto” di come i giovani si considerano in questo frangente. O meglio, l’ultima domanda del sondaggio suonava così: “Se fossi Conte, che cosa direi ai giovani adolescenti in previsione delle vacanze estive 2020?”. Con fiducia, oltre la metà di loro già confida nelle paterne raccomandazioni del Presidente: “Riprendete in mano la vostra vita, ma con responsabilità, attenendovi alle misure consentite”. Il nostro Primo Ministro avrebbe mai immaginato di avere un così benevolo ascendente sui giovani? E ancora un buon terzo (raggiungendo il 90% con i precedenti) esprime in modo ancora più esplicito la piena fiducia nelle istituzioni, accessibili, flessibili, ricettive, capaci di mettersi in discussione. Per loro Conte direbbe: “Date l’esempio a noi adulti, mostrando di sapere ripartire con vitalità e responsabilità”. I giovani a modello degli adulti. Sarebbe proprio un mondo così alla rovescia?

Se vi è piaciuto l’articolo e volete continuare con un’altra utilissima lettura cliccate qui. L’autrice Serena Zucchi ha recentemente pubblicato con la casa Editrice Effatà il libro “I nodi del crescere”. Buon percorso!

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