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Serena Zucchi

Dalla Zucchi alla A

AZZ si allarga e dunque… dalla A alla Z nel mondo dell’adolescenza e ritorno: dalla Z (di Serena Zucchi) alla A! Cosa significa? Che ne abbiamo combinata un’altra. Ci siamo allargate, allungate ed espanse.  Lavorare in team è la nostra forza e così un’amica psicologa  ha deciso di salpare con noi nel mare avventuroso ed incerto dell’adolescenza! Inauguriamo con lei una nuova rubrica. Ta daaa… ecco a voi Serena si presenta in tutta la sua autorevolezza e serendipità!

“Mi presento al contrario, dalla Z alla A.
Dopo tutto mi chiamo Zucchi di cognome…

Da oggi andando indietro chi sono…
Corona virus permettendo, rientro a casa dopo una giornata di lavoro: gli psicologi in questo momento sono precettati in ASL per servizi di emergenza psicologica. Un po’ ci sono abituata, all’emergenza, lavorando presso un Centro di Psicoterapia dell’Adolescente, dove mi muovo spesso sul filo del rasoio.

Entro in casa e la trovo molto meno ordinata di quanto mi piacerebbe. La scuola chiusa certo non aiuta: due ragazzoni di quasi 1,90 a testa e un agente segreto di 11 anni ne lasciano di tracce anche solo per spostarsi da qui a là: calzini, fucili di cartone, tanti libri, un drone, caricatori…

Ancora sento il profumo del parquet oliato 18 anni fa nel nostro appartamentino nuovo e impeccabile. Non un graffio sul tavolo di legno, non un segno sui muri, angoli perfetti, infissi integerrimi… Solo scatolette, vasi e cornicette posizionate qua e là all’apparenza in modo distratto, di fatto frutto di studiatissime prove. Avevo ancora un po’ di tempo per cercare ninnoli e arredare un nido, che presto avrebbe accolto un piccolino. Certo non immaginavo che insieme a tanta dolcezza, avrei trovato gli anni più stancanti e duri della mia vita, dopo l’adolescenza si intende.

Per adolescenza intendo un periodo infinito, molto più lungo di quel tempo anch’esso apparentemente infinito delle notti insonni con neonati in braccio… finito con uno, ripartivo con un altro per tre cicli di seguito a distanza di tre anni uno dall’altro.
Per adolescenza intendo dall’università alle medie, su per giù un quarto della mia vita.

Una adolescenza faticosa anche perchè anche lì non ero stata preparata e non immaginavo che sbalzi di umore, tristezze abissali e euforici momenti festosi potessero presentarsi così repentinamente. Di fatto, un’adolescente lasciata sola tra me e me, malgrado tanta confusione famigliare e amicale attorno.

Prima ancora ricordi vaghi di gite in campagna, di maestre affettuose, di tate accudenti.

E prima prima ancora non ricordo, posso solo dire che i miei genitori, non so ancora perchè, quando sono nata, anche in quel momento al contrario, mi hanno chiamata Serena. Zucchi c’era già fa parte di un’altra storia che va ben oltre la mia.”

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