Loading

Di messaggi e di emergenze

Attenti!

Vi è mai successo di fare una battuta a voce troppo alta ed essere sentiti dalla persona sbagliata? Oppure di commentare involontariamente qualcosa, tipo che un pensiero che avreste dovuto tenere per voi, inaspettatamente vi sgorga fuori dalla bocca? Siii!? È successo anche voi? Bene! A me uno zilione di volte e vi risparmio gli aneddoti, meglio destinarli all’oblio…
Ebbene, è lì che si crea l’immensurabile distanza tra il messaggio epico e la più epica figura di merda.
In questi giorni di mitica convivenza forzata è uno slalom continuo tra “Lo dico, sarà utile, migliorerà il dialogo, la convivenza e lo splendido rapporto coi miei figli” e tra “No! No! Ferma! Trattieniti o sarà uno sfacelo!”. Parzialmente mi consola, come sempre, sapere che non solo a casa mia succede questo.

Pronti a partire?

Facciamo un salto indietro nel tempo. Vedete questo signore sopra nella foto? È Eugene Francis Kranz, detto Gene. All’inizio degli anni ’60 divenne il direttore del centro di controllo di volo spaziale a Huston. Nell’aprile del 1970 fu proprio lui il direttore della missione dell’Apollo 13.

Come si chiamavano i tre astronauti che si trovavano sulla navicella spaziale della suddetta missione? Jim Lovell, Jack Swigert e Fred Haise. Non c’entra niente con l’articolo, ma ascoltate me, memorizzateli e farete un figurone durante la prossima partita a Trivial, che in questi giorni vanno da pazzi i giochi da tavolo 😉

Torniamo a Gene

Quando era al lavoro era famoso non solo per la sua competenza ma anche per le sue piccole bizzarrie: capelli sempre tagliati a spazzola tipo marine ad esempio, ma soprattutto per i suoi gilè, per ogni missione nello spazio se ne faceva confezionare uno nuovo da sua moglie.
Nell’aprile del ‘70, poco dopo aver sentito alla radio il famoso “Huston, abbiamo avuto un problema” ed aver scoperto che il serbatoio dell’ossigeno della navicella era esploso, tutti alla base spaziale avevano immediatamente capito che per quei tre poveretti lassù non è che buttasse proprio tanto bene. E fu così che uno dei tecnici della base si girò verso il collega che stava lì vicino a lui e, pensando di parlare a bassa voce, gli disse qualcosa tipo “Questo sarà il peggior disastro che sia mai successo alla NASA”. L’ignaro bisbigliatore non s’era accorto che a distanza ravvicinata, e pur essendo un pochino impegnato, al suo carismatico capo non era sfuggito il suo infelice (ma più che ragionevole, considerando il momento) pensiero a voce alta.
Si narra dunque che il mitico Gene, coi capelli che non facevano una grinza, impacchettato nell’apposito gilè bianco, che non faceva una grinza neanche quello, si girò e lapidario disse: “Con tutto il dovuto rispetto, credo invece che questo sarà il nostro momento migliore.” Tiè!

Messaggi ed emergenze

Ma non è bello??!!! Ma anch’io lo vorrei uno così adesso che mi dicesse, guarda che questo non è poi un momento tanto di merda, vedrai sarà il nostro momento migliore! Io in realtà gli avrei ribattuto se non si rendeva conto, cosa significava quarantena con un adolescente in casa, che non puoi più fargli fare i biscotti, o farlo disegnare o fargli sembrare che stendere insieme a te è un gioco…
E invece neanche quello gli si potrebbe dire. Ho letto la sua biografia: ha avuto sei figli e basandomi sulle loro date di nascita, ho fatto qualche calcolo di ingegneria aerospaziale e ne è saltato fuori che per quindici anni di seguito ha sempre avuto almeno un adolescente in casa. Roba da farsi trasferire sulla Luna, mica spedirci gli altri!

Il momento migliore

Ieri sera che ero un po’ giù avevo quasi pensato di telefonargli al caro signor Kranz, che ora ha 87 anni, ma poi ho lasciato stare. Ho pensato che durante questo periodo nero, possiamo dircelo tra noi che sarà il nostro periodo migliore. Che non ci capiterà più la fortuna di stare così tanto tempo insieme ai nostri figli adolescenti, che non passeremo mai più tanti sabati sera insieme a loro, che non abbiamo bisogno di urlagli di tornare presto… ovviamente, che si sono accorti che guardare un film sul divano insieme a noi non è una tortura medioevale, e che giocare a trivial con tutta la famiglia, anche se è una versione un po’ datata come quello che abbiamo noi, può essere il momento migliore della settimana!

Quali sono i vostri momenti migliori di questa quarantena a casa con i figli adolescenti? Raccontateceli così ne faremo una lista da leggere nei momenti di pessimismo cosmico.

PS. Che poi magari vi capita questa domanda nella partita di stasera:
il 18 giugno 1940 Winston Churchill appena diventato primo ministro, tenne uno storico discorso al Parlamento di Londra intitolato “Il momento migliore”. Non erano messi benissimo neanche allora a dire il vero, ma pare che quel discorso ebbe un impatto molto positivo… #andràtuttobene

Leave a Reply