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pinocchio

Le bugie, che roba vera.

Tutti mentono, ma gli adolescenti di più?

Partiamo da lontano, molto lontano:
– Adamo, hai mangiato la mela?
– Chi? Io? Ma figuriamoci!
Come prosegue l’episodio lo sapete. Smetto qui.

Ma la storia è andata avanti, uuuuuh com’è andata avanti.
Del resto se ad un certo punto hanno anche dovuto inciderlo su un pietrone famoso in ottava posizione, è perché è una roba che non capita di rado (anche se, d’accordo, ce n’erano altre sette un po’ peggiori…).

Comunque di bugie ne sono sempre state dette tante, di tutti i tipi. Più o meno celebri, piccole frottole, enormi menzogne, falsità diffuse, favole benigne a bizzeffe, invenzioni di sana pianta, fandonie da fanfaroni, balle per fare un po’ ridere, ma soprattutto tonnellate e tonnellate di palle raccontate dagli adolescenti ai, talvolta fiduciosi, talvolta inferociti, genitori.

Tutti le diciamo, siamo sinceri ( 😉 ), in tutte le fasi della vita. Ma obiettivamente ci sono i più dotati.
C’è quel figlio che fin da subito, in tenerissima età, spicca tra i fratelli per il “dono”.

I miei quando erano piccoli avevano tutti i capelli cortissimi, tranne la principessa di casa, lunghi boccoli castani, un po’ selvaggi, sempre ostentati, oscillati con quel suo stile unico.
Un mattino sotto il tavolo della cucina trovo un paio di forbici ed una ciocca di capelli molto riccioluta, lunga almeno una trentina di centimetri. Un po’ sconcertata chiedo retoricamente:
– E questo di chi è?
Prontamente la boccuccia principesca porta i suoi angoli all’ingiù, e con gran nonchalance dichiara:
– Non mio.

L’anno seguente, sempre lei, all’asilo stava imparando a scrivere le prime letterine. Ciascun bambino aveva imparato prima di tutto l’iniziale del suo nome.
Una volta apro l’armadio delle scarpe, ed ogni singola scarpa era stata decorata in punta con una bella M, un po’ incerta, in biro blu. Dopo aver notato come stavano bene quei ghirigori incisi sulle mie scarpe scamosciate beige nuove, ululo:
– Chi ha fatto questooooo???!!!
Stessa prontezza, stesso tono, l’unica in famiglia col nome che comincia per M, afferma lapidaria:
– Non io.

Le piccole bugie crescono

Uuuuuuh come crescono.
– Mamma sabato sera posso andare a dormire da Emilia?
– Certo cara. Però non uscite, d’accordo?
– Ma certo! Stai tranquilla
Dormo beata come una Pasqua, e la mattina, quell’amor di suo fratello, già assaporando cinico quello che verrà, mi dice:
– Mamma, guarda qui su Instagram, queste foto in discoteca di ieri sera….
Sono quasi certa che abbia ancora aggiunto “- ….riconosci qualcuno?”, ma non ci potrei giurare, perché a quel punto stavo già di nuovo ululando.

Cosa dicono gli esperti?

Tiriamo ‘ste somme. Le bugie sono vecchie come l’umanità. C’è chi ne fa un uso più abbondante di altri, ma tutti le diciamo, ammettiamolo dai…

Oltretutto pare che l’uso delle bugie sia una tappa obbligatoria dell’adolescenza.
Prima di tutto per far parte della “tribù”: tutti le dicono ai genitori, quindi bisogna necessariamente dirle per essere accettato dal gruppo.
E poi è una parte fondamentale del processo di distacco dai genitori stessi.
È proprio per questo che oltre a farci arrabbiare, ci fanno anche male, perché è uno dei primi segnali che ci mandano per dirci “non sono più tutto tuo, non sono più il tuo bambino”.
È il loro modo per imparare ad essere autonomi, per dimostrare a se stessi ed a noi, che possono farcela da soli.

Altre volte invece è l’opposto, siamo noi adulti a sperare che ci mentano, che ci nascondano i loro problemi, perché sono troppo grandi e neanche noi sappiamo come affrontarli. La storia si fa un po’ più preoccupante in questo caso.
Ma non è finita. Ci sono le bugie che noi adulti diciamo a loro, e quelle che diciamo a noi stessi…. insomma più ci pensi e più ti aggrovigli in questo intricatissimo mondo delle mille varianti della verità.

Azz!!! Cosa facciamo adesso?

È una gran matassa difficile da dipanare. Quest’articolo è solo l’inizio di un percorso che faremo per qualche settimana cercando di approfondire e capirci qualcosa tutti insieme. Senza dimenticare di riderci anche un po’ su.
Cercheremo letture, consigli, interventi di chi ha ben più esperienza di noi e sentiremo pareri non sempre concordi.

Solo su una cosa mi sono accorta che sono tutti piuttosto d’accordo: la statistica.
Studi fatti in diverse parti del mondo, concordano sul fatto che il 98% degli adolescenti mente ai genitori.
Ora, prima di tutto chiedo scusa a tutti quelli che hanno stilato le statistiche, ma io avrei un solo grande desiderio: parlare con quel 2%.
“- Seriamente…? Ma per davvero…?”
Dei geni sono quelli lì… dei geni della bugia!!!! :-))))))

P.S. Caro Pinocchio, sono mortificata, non so come ho fatto a dimenticarmi di te… non me lo spiego… se ti dedico l’immagine dell’articolo, riuscirai a perdonarmi?

Saluti e baci

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