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Adolescenza Luisa Marini

Luisa

Nell’adolescenza ci sguazza da un po’, tra le parole dei suoi libri e la vita vera: felicemente sposata e mamma soddisfatta di due figli adottivi di 14 e 8 anni, Luisa Marini è un ciclone di energia, avvocato di mestiere e scrittrice per passione, pubblica romanzi di fantasia (mai di carattere autobiografico).
Con lei siamo entrate in crisi: metterla nella rubrica “Persone straordinarie” a cui appartiene appieno? Mettere il suo ultimo libro nella zona dei nostri “Ci piace”? Ci sembrava tutto troppo stretto.
E così abbiamo deciso di cominciare con l’intervistarla!
Ma a breve ascolteremo anche dal vivo la presentazione del suo ultimo lavoro intitolato “Quando la tempesta sarà finita”, alla Cascina Roccafranca di Torino, venerdì 8 novembre alle ore 21.
Presenza forte all’interno del suo libro è l’adolescenza e tutte le dinamiche che si creano quando la sua complessità va ad incrociarsi con altri temi forti come la ricerca delle proprie origini e le difficoltà scolastiche.
Nel frattempo… scopriamo che mamma è, quali sono gli snodi adolescenziali attraverso cui è passata come genitore e i suoi consigli.
La sua tribù familiare è colorata e ricca di esperienze preziose che vi vogliamo far conoscere!
  • In quale momento hai compreso che l’infanzia era finita? 

    Troppo presto: durante l’estate tra la quinta elementare e la prima media. Mio figlio aveva appena compiuto 11 anni: ha avuto una preadolescenza molto precoce che ci ha colti, completamente, alla sprovvista in quanto non eravamo preparati. Il bambino affettuoso, estroverso e sempre allegro è improvvisamente scomparso, lasciando il posto ad un ragazzone sempre arrabbiato e oppositivo.

  • Descrivi tuo figlio in una frase:

    La gioia di vivere e ridere fatta persona che con l’adolescenza si è trasformata in rabbia e voglia di litigare.

  • Qual è la cosa che fa regolarmente e ti fa più arrabbiare?

    Il fatto che (solo a casa per fortuna) risponda spesso in modo sgarbato, confondendo l’arroganza con la forza di carattere.

  • Qual è la cosa che ti fa più piacere?

    Che nei momenti difficili si comporta da adulto e diventa molto protettivo nei miei confronti e in quelli di suo fratello più piccolo. Che malgrado l’atteggiamento a volte da sbruffone sia rimasto buono dentro e molto generoso.

  • Quando ti capita di vedere in lui gli stessi atteggiamenti di quando era piccolo?

    Quando scherziamo. Quando ride ritorna il bambino allegro che è stato e che, sono sicura, tornerà ad essere. Quando ride rivedo in lui la gioia di vivere, la voglia di esserci, l’entusiasmo che l’hanno sempre contraddistinto.

  • Le grandi liti sono dovute a… 

    Al fatto che non accetta le regole e che pretende l’autonomia e la libertà di un adulto pur avendo solo 14 anni.

  • Il modo migliore per rappacificarsi è…

    Lasciarlo sbollire. Lui non serba mai rancore. Si arrabbia tantissimo ma dopo cinque minuti torna sereno come se non fosse successo niente. E’ molto teatrale nelle sue manifestazioni.

  • Da piccolo diceva sempre:

    Ci abbracciamo fino a farci scricchiolare le costole?

  • Ora dice sempre:

    Non mi stressare, lo faccio dopo.

  • Appena transitato nell’età adulta ti aspetti che dirà…?

    Mi dispiace per quanto vi ho fatto tribolare.

  • Cosa ti auguri per lui, che sogni speri possa realizzare?

    Spero possa ritrovare presto la serenità in se stesso. Che capisca che lo studio e le regole sono importanti, che non ci sono risultati né traguardi raggiungibili senza fatica. Che i soldi non piovono dal celo, ma che è necessario e bello guadagnarli, perché solo ciò che si conquista con fatica e sacrificio ha davvero valore. Spero che questa maturazione arrivi presto, evitandogli la delusione, ex post, di perdere anni di scuola stupidamente, per mero spirito di protesta.

  • Qual’è il miglior consiglio che ti ha dato qualcuno a proposito dei figli adolescenti?

    Di non cedere alle loro provocazioni e di ignorarli quando ti rispondono male perché vogliono solo farti arrabbiare. Ottimo consiglio che purtroppo non sono mai riuscita a mettere in pratica perché non riesco a non arrabbiarmi.

  • Scrivi una domanda a cui ti piacerebbe rispondere… e poi rispondi 🙂

    Pensi che la tempesta un giorno finirà e che tuo figlio tornerà ad essere il bambino che è stato?
    Si ne sono convinta perché il bambino che era continua a vivere in lui anche se durante l’adolescenza non è sempre facile riconoscerlo.

  • E per concludere:

    Se pensi che sia difficile essere un adolescente… pensa essere sua madre!!!

Grazie Luisa per essere stata con noi!

 

Se volete saperne di più su Luisa potete visitare la sua pagina Facebook QUI.

Oppure potete leggere i suoi precedenti lavori:

  • il racconto “La Promessa”, pubblicato dalla Casa Editrice Utet –De Agostini nella raccolta intitolata “Da qui in poi”
  • il romanzo “Un abbraccio lungo una vita”  pubblicato dalla Casa Editrice Aletti.

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