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Cara me, vorrei dirti…

In occasione dell’avvicinarsi del mio compleanno a cifra tonda, un amico, di quegli amici che si hanno “da sempre”, mi ha regalato la versione modernissima formato smart phone della raccolta delle foto delle ferie, udite udite, del 1989.

Il che mi ha scatenato un turbine di riflessioni. La prima: “Ma quanto sono ingrassata!!??”, ma questo argomento lo affronterò più avanti.

Seconda riflessione, solo apparentemente più seria, come erano diverse le memorie di noi adolescenti di allora, rispetto ad oggi.
Prima di tutto bisognava essere abbastanza fortunati per avere qualcuno del gruppo che avesse la macchina fotografica, poi, pochi scatti perché stampare la foto costava. Nessun tutorial su youtube su come metterti in posa, nessun filtro, app, programma per restaurarti un po’. Insomma ci si affidava solo al colpo di culo per avere una foto decente al ritorno dalla agognata vacanza.
E chiudo qui, senza dirvi quanti scatti hanno i miei figli dell’ultima vacanza, perché sono certa che i vostri ne avranno altrettanti.

Torno alla precedente riflessione, quanto ero magra?, no, anche questo, ma non solo questo. La faccio più ampia. Ma quando siamo adolescenti ci piacciamo? Siamo soddisfatti della nostra esteriorità?

Io sinceramente non me lo ricordavo più, perché, grazie cara senilità, mi dai una mano ad eliminare il superfluo dal mio cervello, ma proprio non mi piacevo. Queste foto mi hanno risvegliato il rospo che avevo dentro, anzi che mi vedevo fuori!

Troppi capelli, le orecchie a sventola, i denti sporgenti, le gambe da merlo, le braccia annodabili come quelle di Olivia di Braccio di Ferro…. e mi fermo qui per non tediarvi. E non ero l’unica; nel gruppo di amici tutti più o meno scoprivano le loro carte: chi troppo basso, chi troppo alto, gambe corte o gambe lunghe, capelli troppo ricci, troppi peli, tutto troppo o troppo poco, ma comunque il più delle volte il contrario di come ci sarebbe piaciuto.

Cosa dicono qua gli esperti? Una tappa obbligata? Normale passaggio dell’adolescenza?

Pare di si. 

Però, più ci penso, e più mi vengono in mente cose da dire all’adolescente che ero. Tantissime.

Ma se qualcuno me le avesse dette allora, lo avrei ascoltato? Avrebbe fatto qualche differenza?

Gli adolescenti ci ascoltano quando li incoraggiamo….?

Qualche giorno fa stavamo per uscire, la famiglia al completo.
Eravamo vicinissimi a rasentare il miracolo, e poi ho avuto un momento di debolezza: “Avete visto che piove?”
Troppo tardi.
Mi era già iniziata ad uscire la frase di bocca e non sono riuscita più a fermarla. Sapevo di aver fatto un autogol, ma ormai era tardi, troppo tardi per correre ai ripari.
Miss Italia torna dentro a mettersi i nuovi stivaletti di gomma perfetti per la pioggia… Ok. Ma, mentre si riavvia verso la porta di casa, ovviamente rallenta davanti allo specchio, e anche l’ultimo tenue filo di speranza è svanito. Piega entrambi gli angoli della bocca verso il basso, come Theresa May quando le parli di Europa, e urla: “Aaaaahhh! Sto malissimo così!!!!”.
“Ma no sei bellissima!!!” urliamo all’unisono noi piccolo gregge del pianerottolo.
Lei: “No!!! Guarda queste calze nere!!!”
Notiamo che si riferiva a quel circa 1 cm che si intravedeva tra la fine dello stivaletto ed il pantalone. Ci siamo sentiti come gli inglesi in attesa della Brexit, qualcuno provava a capire cosa stava succedendo, qualcuno ha attentano qualche debole protesta e qualcuno aspettava e basta.
Dopo un tempo uguale ad un’era geologica, la nostra miss è riapparsa: gli stivaletti di gomma, calze (nere) che affermava di essersi cambiate, oltre ad aver cambiato pantaloni, camicia, maglione, giacca, sciarpa ed anche acconciatura.
Essendo alta 1.75 e taglia 42 ovviamente sta bene anche con la tuta di astro Samantha, stava bene come era vestita al primo tentativo di uscita, ed anche al secondo. Ma sono serviti a qualcosa i nostri complimenti? No, zero assoluto.

Dunque, con la doppia consapevolezza, che fa parte della dote dell’adolescenza non piacersi e non ascoltare chi ti dice il contrario, non mi posso trattenere dal dire agli adolescenti che eravamo, chissenefrega dei capelli, delle braccia o delle orecchie.
Perché è essere unici che ci fa belli, non come pensate che vi vogliano gli altri.
Ed infatti eravamo belli, bellissimi dei nostri sorrisi, dei nostri sogni, del nostro essere giovani, irradiavamo energia ed entusiasmo, ricchi di ogni dono possibile.
Vorrei strillare a tutti gli adolescenti, quelli di oggi e quelli che eravamo: “Piacetevi così come siete, perché così siete il modo migliore di essere voi stessi!!!”

Questo messaggio e tanti altri vorremmo strillare, e proprio per fare questo iniziamo un breve viaggio, insieme, qui sul blog.
Un viaggio di immagini, riflessioni ed interviste.

E per cominciare, tu?
Tu cosa vorresti dire all’adolescente che eri?

Ps. No, però, seriamente, ma quanti chili ho preso…?! :-0

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