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Elina

Questa volta la nostra intervista ci ha portati ancora più a nord, siamo arrivate fino in Finlandia. E da lì arriva la voce di Elina, mamma di tre begli adolescenti, alti e più o meno biondi, come c’era da aspettarsi. Un marito ed un bel cagnone. Sportiva, spiritosa e super smart!
Ha cominciato la sua carriera in politica, strada che ha poi abbandonato, ma che è rimasta una delle sue passioni. É transitata dall’industria della birra, paladina del bere responsabile. Ha fatto molte apparizioni nei dibattiti in tv, come rappresentane della federazione birrai. Lei fa la modesta, ma corre voce che la gente la riconosca per strada. 😉
Ora si occupa di telecomunicazioni ed informatica, ed anche in questo incarico non sta passando inosservata.
Comunque che si tratti del sistema informatico della Finlandia o di una merenda per bambini scatenati a casa sua, lei non batte ciglio, un dolce sorriso e via. É di quelle persone che hanno il dono di spostare montagne e farlo sembrare semplice. Poi quando ci provi tu… ti chiedi come ha fatto a farlo!
P.S. Ci ha anche confessato che quando era ventenne sulla sua maglietta preferita c’era scritto: “Italians do it better”. 🙂

Ma eccola adesso alle prese con le nostre domande:

  • In quale momento hai compreso che la tua infanzia era finita?
    Quando mi sono diplomata alla scuola superiore (a 18 anni) e sono diventata una studentessa universitaria,  sono andata a vivere da sola ad Helsinki (a 200 km dal mio paese). Amavo veramente quel senso di libertà.
  • Descrivi ciascuno dei tuoi figli in una frase:
    Mio figlio più grande – Juhana – è uno “smooth operator”, accattivante, ammaliatore, insomma uno che ci sa fare.
    Mia figlia di mezzo – Marilla – mi educa, opponendosi praticamente a tutto.
    Mia figlia più piccola – Kaisla – è accomodante e risolve facilmente i problemi da sola.
  • Qual’è la cosa che fanno regolarmente e ti fa più arrabbiare?
    In realtà non è che mi facciano proprio arrabbiare, semplicemente mi sembra che io non richieda loro abbastanza. Lavoro tutto il giorno come manager director, ed in certi periodi il lavoro mi assorbe completamente. Quindi mi aspetto che loro si assumano la responsabilità del loro studio ed anche di aiutarmi con i lavori domestici. Lo so che potrei essere più organizzata! Ma so anche che dovrei chiedergli di aiutarmi di più in casa…
    Secondo me, abbiamo veramente poche regole in casa: devono rispondere al telefono quando li chiamo. Devo sapere dove sono e con chi. Devono essere a casa ad una certa ora. Mangiamo tutti insieme cena, se possibile. Niente alcolici e niente sigarette. Se chiedo di fare qualche faccenda domestica, non protestate!
  • Qual è la cosa che ti fa più piacere?
    Quando facciamo delle belle conversazioni. Sono momenti che non puoi programmare, vengono così, spontaneamente; in macchina, a cena, a colazione. Mi piace moltissimo ascoltarli quando parlano del loro mondo e della loro visione della società che li circonda. E mi pare che sia differente da quella che ne ho io…
  • Quando ti capita di vedere in loro gli stessi atteggiamenti di quando erano piccoli?
    Hanno veramente lo stesso carattere di quando erano piccoli.
    Marilla richiede risposte. É assolutamente impossibile ignorarla senza darle l’attenzione che richiede. I suoi occhi ti bucano!
    Invece Kaisla ha sempre lasciato correre facilmente. Ed ancora adesso lo fa, se ad esempio c’è una discussione per decidere chi mangerà l’ultima fetta di torta. Altri bambini al suo posto continuerebbero a discutere finché non interviene qualcun altro a risolvere la situazione. Con lei non serve.
  • Quando ti capita di veder in loro quei segni che sono i germogli dell’età adulta?
    Quando si accorgono che sto dicendo qualcosa di illogico. Oppure quando richiedono una spiegazione più approfondita a proposito di qualche problema. Mi piace quando fanno così – sono pronta! Non sono mai stata quel tipo di mamma che giustifica tutte le decisioni ai suoi figli piccoli. Davo certe regole e quelle non erano negoziabili.
  • Le grandi liti sono dovute a…
    Quando non fanno qualcosa che mi avevano detto avrebbero fatto. Ad esempio tornare spesso tardi da scuola, non fare i compiti, ignorare l’orario della cena. Ultimamente però non abbiamo più avuto grandi discussioni – suppongo che abbiano imparato a gestirmi bene oppure mi hanno educata a prestare meno attenzione alle cose che una volta mi facevano arrabbiare!
  • Il modo migliore per rappacificarsi è…
    Lasciar calmare le acque e poi riparlarne un’altra volta. Questo è di sicuro quello di cui ho bisogno io.
  • Da piccoli dicevano sempre:
    Ci fai sempre le raccomandazioni su tutto!!
  • Ora dicono sempre:
    Adesso ridono di me e dicono: ci fai sempre le raccomandazioni! Ed è vero, lo faccio. Come faceva mio papà con me. Mi tranquillizza. E li mette in guardia. Il pericoli del traffico sono quelli che mi preoccupano di più.
  • Appena transitati nell’età adulta ti aspetti che diranno?
    Mamma era così buffa, adorava parlare di politica, ma non sapeva mai quando erano i nostri allenamenti di basket o quando c’erano le riunioni a scuola.
  • Cosa ti auguri per loro, che sogni speri possano realizzare?
    Spero che abbiano una vita normale, con alti e bassi. E spero che siano in grado di gestire i bene i bassi. Mi auguro che abbiano delle buone basi su cui costruire le loro vite. Qualunque cosa la vita gli porti.
  • Qual’è il miglior consiglio che ti ha dato qualcuno a proposito dei figli adolescenti?
    Godeteveli! Guardate come si sentono persi certe volte e supportateli. Mantenete un buon dialogo. E state attenti a quello che fanno. Anche se sembrano grandi hanno ancora bisogno dei loro genitori.
  • Come fare a lasciarli andare questi figli adolescenti?
    Bè, spero che stiano con noi più a lungo di quanto abbiamo potuto fare noi negli anni 90. Almeno loro non hanno bisogno di trasferirsi per via dello studio. Ed anche se dovessero farlo, sarebbero comunque relativamente vicini. Mi ricordo ancora la sensazione di libertà che provai quando mi trasferii dalla casa dei miei genitori. Forse dovrei lasciarlo provare anche a loro – e godermi il fatto di far parte di quel cambiamento!
  • E per concludere…
    Il mio motto sin da quando ero adolescente è sempre stato: “Fidati, so cosa sto facendo.” 
    É un po’ una specie di promemoria per me stessa
     😊

Grazie Elina per essere stata con noi! <3

P.S. Se volete potete anche dare una curiosatina alla sua pagina linkedin, abbiamo il suo permesso 🙂 www.linkedin.com/in/elinaussa/ 

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