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Antonio, Sandra e l’arte

Antonio: 15 anni studente, apparentemente disinteressato all’arte, con dispiacere della madre, scopriamo invece che ha pensieri molto chiari a riguardo.

Se penso alla parola Arte non è che mi emoziono subito ma se mi dici fotografia invece sento che è qualcosa che mi riguarda. L’arte in generale non è nel mio mondo, ma se vedo una bella foto allora penso che sia meglio di un bel quadro.
Mi incuriosiscono le macchine analogiche, mi piace scoprire i meccanismi e quando vedo una fotografia che mi tocca riconosco alcune funzionalità che ha usato il fotografato e capisco che deve aver studiato molto prima di arrivare a scattare.
Quella che mi lascia freddo è spesso l’arte moderna, non capisco perché una cosa che si dice vicina ai giovani sia così lontana, è difficile da capirla se non te la spiegano. L’arte antica era più semplice, non nel senso che era più facile per l’artista ma più chiara per chi la guardava e tutti imparavano qualcosa.
L’opera che mi ha più impressionato sono stati i Bronzi di Riace, li avevo studiati ma vederli dal vivo wow è stata una roba pazzesca. Invece un ricordo negativo è legato alle richieste della prof delle medie, dovevamo solo copiare e a lezione eravamo sempre tutti incavolati.
Se fossi un’opera d’arte sarei il dito medio di Cattelan, eh lo so che è arte  moderna ma la sua trasgressione parla chiaro.
A mia madre vorrei dire: Non capisco come mai davanti ad un’opera dici sempre Bellissima! E’ come se io ascoltassi tutti i generi di musica e pensassi che sono tutti una figata. Nella vita non ti può piacere tutto dai!

 

Sandra: ama l’arte da quando era bambina, oggi è una tris mamma e grafica che lavora in maniera indipendente  nella promozione delle attività educative.

La parola ARTE mi fa pensare alla vita, a qualcosa di essenziale, una forma di espressione che ho sempre cercato di favorire in casa a costo di trovarmi le pareti del salotto rallegrate dai graffiti dei bambini.
Mi è sempre piaciuto andare alle mostre, studiare le correnti artistiche e lasciarmi incantare dall’arte contemporanea, ci vedo dentro tutta l’arte antica.
Quello che mi infastidisce sono le persone che usano l’arte per vantarsi e quelle che la usano solo a scopo commerciale.  Alle mostre non si dovrebbe parlare a vanvera e far finta di esser tutti critici d’arte ma lasciarsi incantare. Uscire arricchiti di qualche emozione che ci trasforma e ci rende più belli come persone, l’esperienza artistica non deve per forza tradursi in un concetto.
Il ricordo più intenso che ho riguarda l’incontro con il pittore dell’arte povera Paolucci. Ero bambina e voleva farmi un quadro ma ero a dir poco intimidita. Mi affascinava ma sembrava un gigante e così gli dissi un no secco. Peccato!
Se fossi un’opera d’arte sarei una figura geometrica di Capogrossi, una delle sue figure e linee che sembrano un codice di scrittura, molto vicine al mondo della grafica.
A mio figlio vorrei lanciare un messaggio: non devi per forza farmi la guerra sull’arte, lasciati andare, immergiti con il cuore in quello che ti piace e per favore non dar sempre colpa alla scuola ma dimenticala se ti ha lasciato un segno negativo.

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