Loading

Sette pinte e una gassosa

Sabato sera. Festa d’Istituto. L’adolescente rigorosamente under 18 si avvia baldanzoso verso l’angolo bar, sorgente di tutti i liquori e di tutte le sbornie. Ivi giunto appoggia un gomito (tremante) sul bancone e con una voce da Vito Corleone (tale però solo per il giovane adolescente; per gli esemplari umani intorno a lui quella sarà sempre, fino ai 18 anni compiuti e vissuti, la voce del Ragionier Ugo Fantozzi davanti al Mega-Direttore Galattico) ordina un “Vodfghjll…”. –Un che?-, gli fa il barista, che ha già capito tutto. Dopo sette minuti di farfugliamenti e sguardi disperati, il pubescente riesce finalmente a pronunciare le parole fatali:- Un Vodka Lemon, per favore…(o uno Spritz, se è meno audace) -.

Il barista lo guarda con celata malignità e gli chiede, con voce da sbirro: -Hai già compiuto 18 anni?-

E, in risposta al timido cenno di assenso dell’adolescente, il barman ribatte: -La carta d’identità ce l’hai? Posso vederla?-.

Apriti cielo, il giovanotto è costretto a battere in ritirata e a passare la serata sul marciapiede di fronte al locale, lamentandosi del Sistema con il pusher che, anche lui, gli ha chiesto la carta d’identità per la vendita di 0.0000001 grammi di erba gatta, ma che lui, il pusher, spaccia per Marijuana.

Se il ragazzo è più intraprendente certamente riuscirà a raggirare il barman infame (scommetto che neanche sa tradurre un buon Platone, il fabbrica-cocktails…) in mille modi diversi, chiedendo ad un amico maggiorenne di prendere quel dannato drink da parte sua, intercedendo tramite i Rappresentanti d’Istituto o facendosi amico il barman dicendo che, secondo lui, l’alcool dovrebbe essere legale fin dalla culla. Ma dal momento che L’Inviato Pigro è “più studiato”, preferisce consigliare strade più originali, anche se non facili, per poter prendere quella millantata Vodka Lemon, che poi sarà, con molta probabilità, versata accidentalmente sulla pista da ballo. Eccoli:

Metodo 1: La mossa della retata

Il giovane si veste da poliziotto (se non ha la divisa può presentarsi anche come poliziotto in borghese…) ed entrando con ampie falcate nel locale brandendo un manganello che ad una più attenta osservazione si rivelerà essere un pacco di Pringles rivestito di carta crespa nera inizierà a sbraitare contro tutto e tutti, facendo così uscire con le mani in alto studenti, organizzatori e barman. Una volta isolata la “scena del crimine” (un rave non autorizzato), potrà scolarsi fino a sette pinte e una gassosa.

Metodo 2: La Stampella

Il suddetto giovane entra nel locale con un braccio falsamente ingessato e un paio di stampelle. Quando il barman chiederà la carta d’identità egli, invece di consegnargliela, inizierà a lamentarsi per quel brutto incidente in macchina, quello che era avvenuto mentre Egli guidava, si perché anche se uno ha appena preso la patente mica sulla strada è al sicuro, no no tutti guidano come pazzi. Il barista, pensando di avere a che fare con un maggiorenne che già guida, gli lascerà bere il cocktail, anzi, glielo offrirà, anche perché a lui gli hanno appena rigato il motorino.

Metodo 3: Irish man

Il giovane chiama il padre, che fa da sentinella davanti al locale, e lo invita ad andarsi a bere una birra al pub, che là mica la chiedono la carta d’identità. E così passa la serata a mangiarsi hamburger innaffiati di birra che neanche Homer Simpson. FUCK THE SYSTEM.

P.s. L’alcool è dannoso per la salute ed è una droga legalizzata e tutte quelle altre robe lì. Se proprio dovete bere, simulate sempre lucidità. Con un po’ di pratica funziona. La redazione.

Leave a Reply